Una settimana di incazzatura piena. Adesso però si volta pagina.
Ci sono cose che si possono controllare, altre no,
quindi meglio guardare avanti con ottimismo.
Rifugio di un ingrato, opportunista, presuntuoso ed arrivista che pretende di fare ciò che vuole in una società che lo insegue per fargli fare ciò che deve.
INVICTUS
Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l'indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
William Enest Henley
Congiuntura economica + rete vendita inesistente + resistenza ad inserire un nuovo brand che poi non vuole essere brand + aspettative di vendita irrealistiche + poca forza aziendale >> mescolare e servire.
C'è poco da fare, in un sistema economico come il nostro per far soldi ci vogliono i mezzi, che son sempre i soldi. L’azienda non ce la fa più a sostenere la crescita di haenG che pur essendo nato da appena un anno, seppur registrando un incremento costante dell’interesse e delle vendite, non è riuscito a raggiungere il budget che gli si chiedeva per continuare ad essere portato avanti. Abbiamo provato ad inventarci di tutto e di tutto abbiamo fatto per riuscire a limare i costi, abbiamo cambiato le regole del gioco per poter evitare di pagare dazio.
Forse proprio questo essere fuori dalle regole, il voler evitare – anche perché costretti – di passare attraverso campionari infiniti, fiere costose, e collezioni insisto nel dirlo – inutili – concentrandosi invece sul valore del prodotto in sé, forse è stato proprio quello che ha segnato da subito il nostro destino. Quando un anno fa uscii con la prima collezione, la cosa che mi stupì di più fu la mancanza totale di disponibilità nei confronti del nostro progetto. Certo, i complimenti, quelli non costano nulla, si sprecarono, le pacche sulle spalle non si contarono, ma di ordini manco mezzo. Nessuno che voleva fare il primo passo, investire un migliaio di euro su di noi.
No logo ? Sei un grande, ci hanno rotto i coglioni con questi loghi ! Monoprodotto ? Bravissimo ! Niente fiere ? Ottimo, non servono mai a niente ! Incontrare gli agenti uno a uno prima di consegnare la collezione ? Finalmente, così capisci chi hai davanti. E così via.
Appunto. in realtà non c’era mai tempo per incontrarsi, impegnati ad inseguire mille progetti, spediscimi la collezione mi dicevano; se non fai le fiere almeno un paio non sei nessuno; se ci metti qualche tshirt e felpa vedrai che vendi. eh … naturalmente le devi logare altrimenti chi cavolo capisce chi sei ?
Incredibile l’arte del trasformismo dell’essere umano. Tutti ad aspettare il pronti via e nessuno che si azzardasse a fare un passo. Per non parlare dei “ giri giusti” delle lobby dei rappresentanti che decidono di far partire chi e chi no, invidie, dispetti, doppi giochi. Un mondo popolato di ruffiani che ti vedono, se ti vedono, come un pollo da spennare.
Ma poi, nonostante tutto, è arrivato il primo ordine, poi due, tre. Piano piano ce la stavamo facendo. Qualche negoziante romantico e coraggioso che ci telefona di mandargli l’agente, le prime vendite on-line, articoli, interviste, passaparola.
Ma ecco, proprio quando si comincia ad ingranare, sembra la barzelletta del matto che scappa dal manicomio, scavalca sette muri di cinta e torna indietro all’ultimo perché non ce la fa, ecco che finisce la benzina, o meglio la voglia di mettercela, già concentrati su altri progetti, altre chimere, altri “fast business”.
Ma il matto non sono io. O meglio, alt, dipende dalle proporzioni. Se sei l’unico sano in mezzo ai pazzi il pazzo sei tu. E allora magari ti adegui. Cominci a fare una fiera, a mettere un piccolo loghino ma piccolo, a fare la felpa, la tshirt e avanti così, ma.. alla fine per cosa ? Per passare inosservato ed entrare nel sistema e spartirti le briciole che cadono dal tavolo. Ecco per cosa. E’ la stessa storia di chi comincia ad alzare la voce, rompe i coglioni ed allora per farlo star zitto gli danno la mancetta.
Ma sempre per lo stesso motivo - la mancanza di fondi – io non mi voglio o posso adeguare. I soldi li metto in un bottone cucito a mano, in una costruzione particolare, in una fodera tasche preziosa.
Io ho dei valori così forti da evitare di usarli come logo.
E’ per questo che tutti i miei progetti nascono per la rete, per essere on line. Per evitare tutta questa corte dei miracoli, i cortigiani che si incontrano in fiera, gli agenti che sanno fare gli stilisti, i clienti che ti affittano un metro quadro di negozio. Quando si parla di pane, di pasta si capisce che il primo spreco è la filiera, tutti quei passaggi che vanno a gravare sul costo finale. Io non sono per un prodotto low cost, tutte le cose devono avere il giusto prezzo, un pantalone per me vale un auto, un diamante, quindi se vale 3000 euro vale 3000 euro ma appunto li deve valere.
Adesso mi dedico a portare a casa la pagnotta, metterò qualche logo sui progetti degli altri, farò pantaloni, felpe e tshirt, magari mi farò anche qualche fiera. Ma io sono come la serpe nel seno, haenG è stata la prima prova, ho imparato molto da questa esperienza e ne farò tesoro. Il primo insegnamento è quello di non affidare agli altri i propri sogni, bisogna credere in se stessi. Su questo io sono sereno, se adesso sono a casa proprio perché per primo credo in me stesso.
Che ne sarà di haenG ? Il marchio è registrato, ad evitare che qualche genio approfitti della mia disillusione nei confronti del logo per farselo suo. L’azienda che sinora ha prodotto haenG potrà vendere il prodotto fino ad esaurimento, poi dovrà smettere in quanto io non glielo permetterò. In ogni caso anche volessero provarci sarebbe una cosa diversa perché questo haenG sono io.
Quindi il messaggio di haenG rimane nella bottiglia. Il mio obiettivo naturalmente è quello di trovare i mezzi per portarlo avanti da solo, in modo da fare guadagno certo, ma senza speculare. Vedremo se arriverà da qualche parte questo messaggio, per il momento ringrazio tutti quelli che si sono avvicinati al progetto raccomandandomi con i possessori di un haenG di tenerselo stretto, in quel migliaio di pantaloni oltre al prodotto, c’è tutta una filosofia di vita.
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Quando si parla di donna, si parla di forme rotonde, addolcite. Bisogna fare i conti con le curve e - come nella realtà - cercare di non esagerare rischiando una brutta e catastrofica uscita di strada.
Il pantalone donna jeans&denim è il bustier del XXI secolo: bisogna stringere dove serve e lasciar andare dove si vuole che vada.
Già con l'uomo abbiamo affrontato il tema del lato B con il dovuto impegno ottenendo un pantalone che come ha detto qualcuno: "davanti è da uomo, di fianco è unisex e dietro è da donna... ".
Questo approccio ci ha permesso di realizzare un pantalone che indossato anche come boy firend fit non sì è comportato per niente male; adesso vogliamo fare un pantalone che sia talmente donna da far trasparire anche un lato maschile...
LIU JO. Per fare il fit "push up" bisogna per forza aggiungere delle pences ? Ottima domanda. la mia modellista dice di sì, è come per i riggiseni. In questo caso vorrei essere modellista anch'io per poterci provare a farne uno "pulito"...
Il push up secondo SPORTMAX CODE. Azz... sembra quasi un haenG con quei tagli un po' diagonali... ed anche in questo caso pences & pences...
Prendendo come spunto lo sviluppo della linea haenG donna iniziamo quindi anche a "raccontarvi come si fa" senza pretesa di mettersi in cattedra ma con la volontà sicura di trasmettere almeno le nozioni di base - cos'è un cartamodello, cos'è un tessuto cimosato, cosa vuol dire enzime wash etc. etc. - in modo che chi si è dato l'obbiettivo di fare questo mestiere può dare una occhiatina e pensare un po' al futuro...
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(courtesy pic from VINTAGE FASHION BLOG )
Grazie alla particolarità del nostro prodotto, offriamo a tutti i navigatori del web la possibilità di entrare in squadra. Nessun deposito, niente campionari, corsi o viaggi.
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Webseller is an all-new professional figure created by HaenG taem to transmit also in the marketing phase the no-logo product principles. For the first time the mark-up is share with who contribute to the circulation of informations about the product, promote the buzz and favour so the marketing. AN ID Code will determine a discount to the clients and they will remunerate with an economic percentage the webseller. Deposits samples or courses are not demanded.
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Una bella sorpresa che ho trovato al rientro dalle vacanze è la recensione ( & foto ) di Keith P.Rein, un artista americano che ho conosciuto tramite Wait!
Keith realizza le sue intriganti opere su piccole tavolette di legno che riproduce in serie limitata e vende in tutto al mondo a prezzi davvero interessanti. Il suo sito è qui.
Anche con Keith stiamo verificando la possibilità di una collaborazione e non è detto che quanto prima qualche sua opera realizzata appositamente per haenG possa finire su qualche limited edition, per il momento ci ha regalato un assaggio del suo tratto con lo sketch qui sotto...
Here we are... thanks to our friend Keith P. Rein from Athens in Usa for his review & pics. Keith is a really talented guy, take a look here. We met him here and now we're planning to make somethin' together... stay tuned...
Fit is always the most important part of clothing, and these are spot on. From what I hear from the guys behind the label, the jeans run snug, so it's best to size up one size. I've been rocking the hang bang model which is a low-rise pant, slim through the thigh and calf, with a smaller boot cut opening - which is great, because most american boot cut jeans have too large of an opening.
The guys behind Haeng are completely involved in the details. There are no visible labels, no logo that points to the company. The name of each fit is sewn into the pockets! You can recognize a pair of Haeng denim by the craftsmanship and carabiner affixed to the coin pocket. For those who are unsure about the look of this, when ordering online, you can choose to have the carabiner or not. However, I have used mine to open beer bottles, so I'm all for it.
I tend to wear my denim to the ground, however, the crotch always seems to go before the rest of the fabric. These 'tear hotspots' are reinforced with an extra layer of denim, or thickened seams. I don't think these will breakdown anytime soon.
This particular model comes slightly distressed - a few snags here, some subtle paint drips, and of course a bit of fading and whiskering. Because of this, I classify this as a very well fitting workman's jean, a little rugged, a little americana. That being said, I wouldn't suggest wearing these to factory - they just look too good. They can easily be worn for a casual night on the town.
The hang bang also comes in a raw version, and you can imagine how awesome it will be wearing these day in day out and making your own mark in them. Because of there are no signs of wear in this particular style you can dress them up a bit more.
On the details -
A tonal stitch shoots diagonally across one thigh and the back right pocket has a smaller pocket sewn on top of it. If you are a bartender, the smaller pocket is perfect for a bar-key. It also fits my phone and the main pocket still has enough room for my wallet. The coin pocket that houses the carabiner is backed with a piece of leather to keep the denim from fraying. And don't worry, there is a functional coin pocket on the left side that I keep my pocket knife in. I believe the jeans come with a fixed inseam, as most well-made denim does. I tend to take my jeans in to a taylor to hem them with little to no break. However, the inseam of these has a thicker interior stitch (almost like a beefroll on some loafers) and i did not want to break this up, because its very nice. Instead, I cuff these pants and I think they look amazing.
I currently do not own a better made and fitting pair of jeans, and look forward to snagging another."
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keith p. rein
artist/designer