mercoledì 23 febbraio 2011

Come proteggere il proprio lavoro : Step 01 > Social Media Marketing


follow the rabbit > SINTETIK

"I grandi investimenti sui media tradizionali (come TV e carta) e l'impossibilità di monitorare l'andamento dell'investimento fanno parte del passato. Oggi la comunicazione si sviluppa attraverso i nuovi media: cercando la collaborazione dell'utente, investendo cifre molto più contenute per un ritorno maggiore e verificabile. L'utente è diventato colui che può fare la differenza e determinare il successo dei brand: si può considerare il vero protagonista.
Per questo motivo si parla di conversazione e non più di comunicazione, di prosumer e non più di consumer, di crowdsourcing advertising e di user generated contents. Nuovi concetti che hanno determinato un cambiamento anche dei mezzi di condivisione: blog, social network, wiki e forum sono gli strumenti che oggi creano contenuti. Internet diventa così il luogo determinante dove ogni azienda può creare la propria competitività: attraverso strategie studiate sulle proprie necessità e sfruttando i mezzi più adatti alle proprie esigenze ".

Queste cose non me le sono certo inventate io; c'è chi le dice e predica da anni. Sintetik è stato fra i primi ad occuparsi di comunicazione multimediale offrendo il proprio know how a quelle Aziende che invece di aspettare che i tempi cambiassero hanno pensato che bisognava essere parte di quel cambiamento.
Ora il know how è cresciuto e i ragazzi di Sintetik offrono dei corsi di formazione a chi
invece di "seguire la palla" pensa che la palla sia meglio portarla, in pratica guidare e lasciare che siano gli altri ad inseguire.

Ecco quale è il primo step per proteggere il proprio futuro: La Conoscenza.

martedì 22 febbraio 2011

NO MONEY NO JUSTICE


follow the rabbit > Gonzales, A. No Money, No Justice

Ecco qua una banalità. cose di tutti i giorni direte. Certo, ma bisogna passarci per crederci, altrimenti si pensa che siano sempre le solite cose quelle che si sentono e dicono.
Per avere giustizia, o peggio per prevalere anche con una ingiustizia, bisogna o, per meglio dire, basta avere i soldi, la grana, il potere.
Il qualunquismo di "per far soldi ci vogliono soldi" o "pesce grande mangia pesce piccolo" e "la legge è uguale per tutti gli altri" funziona, non è una notizia. Lavora a pieno ritmo.
Se vuoi la pace prepara la guerra, dice qualcuno. Esatto, ma per preparare la guerra ci vogliono soldi, capitali. E se c'è chi i soldi li spende per la pace e poi non gli restano più per fare la guerra ?
Andiamo al sodo : registrare un marchio, un logo, anche se come me non ci credi perchè non te ne frega niente del logo, ma vuoi appunto metterti l'anima in pace e proteggere il tuo lavoro, toglierlo dalle mani di chi invece gliene frega eccome del regalo che gli hai preparato, beh, ragazzi sapete una cosa ? REGISTRARE UN MARCHIO NON SERVE A NIENTE. A meno che tu non abbia i soldi per difenderlo.
E io credevo bastassero i soldi per registrarlo. Povero illuso. Ora che lo devo difendere salta fuori che non è così automatico. No, bisogna intentare cause, pagare avvocati, attendere ed intanto spendere. E' come se ti venissero i ladri in casa e dovessi tu pagare il taxi alla polizia, dimostrare che stanno rubando e poi pagare di nuovo il taxi ai ladri per la prigione. >NO MONEY NO JUSTICE, chi ha i soldi ha la ragione.
Prendo atto che proprio non fa per me.

Fatta l'esperienza, sorrido e penso che c'è una serie di cose, un piccolo, elitario luogo nel quale non si può arrivare nemmeno con tutti i soldi del mondo. E' un luogo nel quale non si paga il biglietto perchè non solo i soldi non sono accettati, ma proprio non esistono. E' un mondo frequentato da idealisti, sognatori, pasionari. Una zona dello spirito umano nella quale si coltivano e si praticano l'arte, lo stile, l'originalità, il pensiero.
Lì se non esiste denaro tantomeno esistono loghi, parola aliena in un mondo dove ciò che sei si vede dalla prima occhiata.
Chi ha i soldi può solo comprare e guardare, contenti loro. Prendere, comperare queste cose e vestirle di un logo, dire a gente come loro che è bello, poi togliere il bello, dar loro solo il logo e dire ancora che è bello.



lunedì 21 febbraio 2011

Come metter sù bottega. Primo passo : La Poltrona

Nuova esperienza personale: se volete avviare correttamente una vostra attività, la seconda cosa ( la prima è avere un pc collegato al web ) che dovete assolutamente acquistare è un comodo appoggio sul quale adagiare il fondoschiena per portare avanti risolutamente e senza fastidi la vostra conquista del Mondo.

Le chiamano "sedie ergonomiche", ma a me quelle fanno proprio tristezza; che dire, sarà perchè il nostro è un lavoro nel quale si sogna ad occhi aperti, ma decisamente io preferisco tutto un altro genere, del quale oltre alla forma preferisco anche il nome: "Poltrona". Mi piace molto di più, è evocativo e - come dire -più adatto allo spirito che mi pervade ogni volta che a me, Turista per Caso delle fiere, Salgari dell' abbigliamento, parlano di lavoro o, peggio ancora, di spostamenti.

domenica 20 febbraio 2011

Voltare pagina


Una settimana di incazzatura piena. Adesso però si volta pagina.
Ci sono cose che si possono controllare, altre no,
quindi meglio guardare avanti con ottimismo.

venerdì 18 febbraio 2011

Ma chi era quel tizio che diceva al suo paese di svegliarsi ?


Mi fa piacere che anche il Benigni gridi: "Italia svegliati!" una esortazione che ci porta indietro nel tempo quando già qualcuno spronava la sua nazione al risveglio al grido di "Deutschland erwache !"
Benigni come Charlie Chaplin ? Mah, non credo, in ogni caso la storia insegna.

La verità è che o ci svegliamo da soli o, quando arriverà, il risveglio potrebbe essere molto brusco...

giovedì 17 febbraio 2011

haenG


A volte sono le mani a dover lavorare, altre i pensieri; spesso le due cose accadono contemporaneamente.
La cosa fantastica del nostro essere è questa. Possiamo immaginare le cose, riusciamo ad ipotizzare situazioni, a discutere tra noi in noi stessi, nell' intimità e segreto della nostra mente, valutare i pro e dei contro. Riusciamo, senza dover mettere tutto su un foglio in parole o disegni, a prevedere con buona approssimazione che cosa potrà accadere in una o altra situazione. I pensieri nascono, si sviluppano ed intrecciano, spesso si perdono, sostituiti da altri, più forti o urgenti. Ma poi, i pensieri importanti, quelli che in un determinato periodo della nostra vita sono dominanti, ci aspettano al mattino, quando ci svegliamo. A me capita di sognare di tutto, senza che questo sia almeno apparentemente frutto o conseguenza dell'attività diurna. Sogno e basta. Avventure, giochi, belle donne, voli, fughe. Ma poi, al mattino il pensiero, quello importante è lì come un gatto che mi aspetta e riprendiamo il discorso.
haenG è il mio pensiero importante.
Vicissitudini - ricordiamoci che c'è chi sta veramente male, questo è solo un gioco fatto mentre si vive una vita bella - dicevo, vicissitudini hanno fatto sì che haenG rischi di finire in una scatola e dimenticato. Coproprietà di un marchio significa anche che le parti possano impedirsi vicendevolmente di utilizzarlo. E' quanto è successo tra me ed il mio produttore. Doveva essere un patto per la vita ed è durato nemmeno un anno. Perchè ? Non è importante. Ora il pensiero è come far sì che il mio ex socio possa uscire senza le gambe rotte da una avventura che non sente più sua. La soluzione migliore sarebbe quella di far subentrare un nuovo socio produttore / finanziatore. Certo così ricominciamo da capo. Escluso.
Non è che ho paura, anzi sono entusiasmato dall' idea straordinaria di prendere in mano tutto io e via impegnamoci quelle quattro cose che abbiamo e andiamo avanti. Non ho paura di questo, ho paura del fatto che non ce l'ho la paura. Mi guardo in giro e vedo gente che gioca alla lotteria. Parlo con le persone e mi dicono che è dura. Tutto intorno si respira una aria di attonita assenza.
Perchè io non ho paura ? Perchè, perchè la gente non salta sui tavoli e comincia a dire facciamolo, andiamo scommettiamo.
Ci stiamo chiudendo in noi stessi sotto i colpi che da soli ci infliggiamo.
Dobbiamo cambiare, bisogna cambiare. Fare. Fare e aiutarci a fare.
Schopenhauer parla della libertà dell'individuo come di un limite, una cosa negativa. La libertà intensa come vuoto, mancanza di riferimenti, appoggi.
Io credo che dobbiamo invece vivere la nostra libertà con coraggio, usarla, osare.
Un mondo e una società fermi, immobili, impauriti, assomigliano troppo a quei vecchi appoggiati al bastone che pensano che i bei tempi siano quelli andati, momenti lontani oramai alle loro spalle e che quando invece gli si chieda del futuro e di guardare avanti si ritraggano, mormorino che non è affar loro e cerchino un posto riparato dove aspettare che scorrano i giorni.


mercoledì 16 febbraio 2011

ITALIA SVEGLIATI !






martedì 15 febbraio 2011

Squadratlantica



INVICTUS

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

William Enest Henley

(INVICTUS)

Il futuro di haenG

WRONG WAY - GO BACK recita il cartello.
Un passo falso, fatto nella direzione di una azienda che non ha saputo o voluto aspettare che le cose evolvessero con i giusti tempi.

Congiuntura economica + rete vendita inesistente + resistenza ad inserire un nuovo brand che poi non vuole essere brand + aspettative di vendita irrealistiche + poca forza aziendale >> mescolare e servire.

C'è poco da fare, in un sistema economico come il nostro per far soldi ci vogliono i mezzi, che son sempre i soldi. L’azienda non ce la fa più a sostenere la crescita di haenG che pur essendo nato da appena un anno, seppur registrando un incremento costante dell’interesse e delle vendite, non è riuscito a raggiungere il budget che gli si chiedeva per continuare ad essere portato avanti. Abbiamo provato ad inventarci di tutto e di tutto abbiamo fatto per riuscire a limare i costi, abbiamo cambiato le regole del gioco per poter evitare di pagare dazio.
Forse proprio questo essere fuori dalle regole, il voler evitare – anche perché costretti – di passare attraverso campionari infiniti, fiere costose, e collezioni insisto nel dirlo – inutili – concentrandosi invece sul valore del prodotto in sé, forse è stato proprio quello che ha segnato da subito il nostro destino. Quando un anno fa uscii con la prima collezione, la cosa che mi stupì di più fu la mancanza totale di disponibilità nei confronti del nostro progetto. Certo, i complimenti, quelli non costano nulla, si sprecarono, le pacche sulle spalle non si contarono, ma di ordini manco mezzo. Nessuno che voleva fare il primo passo, investire un migliaio di euro su di noi.
No logo ? Sei un grande, ci hanno rotto i coglioni con questi loghi ! Monoprodotto ? Bravissimo ! Niente fiere ? Ottimo, non servono mai a niente ! Incontrare gli agenti uno a uno prima di consegnare la collezione ? Finalmente, così capisci chi hai davanti. E così via.
Appunto. in realtà non c’era mai tempo per incontrarsi, impegnati ad inseguire mille progetti, spediscimi la collezione mi dicevano; se non fai le fiere almeno un paio non sei nessuno; se ci metti qualche tshirt e felpa vedrai che vendi. eh … naturalmente le devi logare altrimenti chi cavolo capisce chi sei ?
Incredibile l’arte del trasformismo dell’essere umano. Tutti ad aspettare il pronti via e nessuno che si azzardasse a fare un passo. Per non parlare dei “ giri giusti” delle lobby dei rappresentanti che decidono di far partire chi e chi no, invidie, dispetti, doppi giochi. Un mondo popolato di ruffiani che ti vedono, se ti vedono, come un pollo da spennare.
Ma poi, nonostante tutto, è arrivato il primo ordine, poi due, tre. Piano piano ce la stavamo facendo. Qualche negoziante romantico e coraggioso che ci telefona di mandargli l’agente, le prime vendite on-line, articoli, interviste, passaparola.
Ma ecco, proprio quando si comincia ad ingranare, sembra la barzelletta del matto che scappa dal manicomio, scavalca sette muri di cinta e torna indietro all’ultimo perché non ce la fa, ecco che finisce la benzina, o meglio la voglia di mettercela, già concentrati su altri progetti, altre chimere, altri “fast business”.
Ma il matto non sono io. O meglio, alt, dipende dalle proporzioni. Se sei l’unico sano in mezzo ai pazzi il pazzo sei tu. E allora magari ti adegui. Cominci a fare una fiera, a mettere un piccolo loghino ma piccolo, a fare la felpa, la tshirt e avanti così, ma.. alla fine per cosa ? Per passare inosservato ed entrare nel sistema e spartirti le briciole che cadono dal tavolo. Ecco per cosa. E’ la stessa storia di chi comincia ad alzare la voce, rompe i coglioni ed allora per farlo star zitto gli danno la mancetta.
Ma sempre per lo stesso motivo - la mancanza di fondi – io non mi voglio o posso adeguare. I soldi li metto in un bottone cucito a mano, in una costruzione particolare, in una fodera tasche preziosa.
Io ho dei valori così forti da evitare di usarli come logo.

E’ per questo che tutti i miei progetti nascono per la rete, per essere on line. Per evitare tutta questa corte dei miracoli, i cortigiani che si incontrano in fiera, gli agenti che sanno fare gli stilisti, i clienti che ti affittano un metro quadro di negozio. Quando si parla di pane, di pasta si capisce che il primo spreco è la filiera, tutti quei passaggi che vanno a gravare sul costo finale. Io non sono per un prodotto low cost, tutte le cose devono avere il giusto prezzo, un pantalone per me vale un auto, un diamante, quindi se vale 3000 euro vale 3000 euro ma appunto li deve valere.

Adesso mi dedico a portare a casa la pagnotta, metterò qualche logo sui progetti degli altri, farò pantaloni, felpe e tshirt, magari mi farò anche qualche fiera. Ma io sono come la serpe nel seno, haenG è stata la prima prova, ho imparato molto da questa esperienza e ne farò tesoro. Il primo insegnamento è quello di non affidare agli altri i propri sogni, bisogna credere in se stessi. Su questo io sono sereno, se adesso sono a casa proprio perché per primo credo in me stesso.
Che ne sarà di haenG ? Il marchio è registrato, ad evitare che qualche genio approfitti della mia disillusione nei confronti del logo per farselo suo. L’azienda che sinora ha prodotto haenG potrà vendere il prodotto fino ad esaurimento, poi dovrà smettere in quanto io non glielo permetterò. In ogni caso anche volessero provarci sarebbe una cosa diversa perché questo haenG sono io.
Quindi il messaggio di haenG rimane nella bottiglia. Il mio obiettivo naturalmente è quello di trovare i mezzi per portarlo avanti da solo, in modo da fare guadagno certo, ma senza speculare. Vedremo se arriverà da qualche parte questo messaggio, per il momento ringrazio tutti quelli che si sono avvicinati al progetto raccomandandomi con i possessori di un haenG di tenerselo stretto, in quel migliaio di pantaloni oltre al prodotto, c’è tutta una filosofia di vita.

lunedì 14 febbraio 2011

Back home

Mai cedere la vecchia casa. Nascondi invece la chiave sotto quel sasso in giardino e ogni tanto passa a controllare che tutto sia ok. Ed infatti, contrariamente a chi sta vivendo i fasti di incredibili e travolgenti successi, io mi ritrovo con le valigie davanti alla porta di casa, il mio caro e vecchio haengthetale hotel. In realtà è stata più che altro una veloce vacanza, non è passato che qualche mese da quando salutavo queste pagine con un po' di magone e tante speranze.
Ora mi ritrovo a fare i conti con le coseguenze di un passo falso e, come la più ingenua delle ragazze, con un figlio - haenG - del quale non so nemmeno se potrò decidere il futuro.
Ma intanto siamo qui, tornati per far ordine nelle cose e nelle idee.
Sembra passato un secolo da quando, complice una bella tazza di caffè, scrivevo i primi post di questa avventura.

Let's go, si ricomincia.


domenica 17 ottobre 2010

Move on / grazie mille Blogger !

Dopo dubbi, ripensamenti e malinconie siamo arrivati al momento fatidico.
Da oggi infatti anche il blog si trasferisce definitivamente sul sito di haenG.
Lì porteremo tutto il nostro mondo e la nostra storia: i modelli, le foto dei clienti, chi ci ha pubblicato e dove. Potrete insomma leggere di noi e del nostro progetto entrando davvero in casa nostra.

Che dire... come sempre succede quando ci si trova bene, mi ero veramente affezionato alla ospitale casa di Blogger che adesso lascio davvero a malincuore.
Blogger è stato un ospite davvero straordinario che mi ha messo in grado di iniziare a raccontare con le parole e le immagini, senza correzioni e censure, la mia storia a tutti. Per chiunque ha qualcosa da dire, da mostrare e da raccontare le sue porte sono sempre aperte ed in una manciata di minuti la vostra storia va in "worl wide webvision". Questo è fantastico !
Un abbraccio forte quindi, come quando dopo una lunga permanenza ti ritrovi con le tue cose sulla porta di casa e c'è lì il tuo amico che ti ha ospitato, ascoltato, aiutato.. e ti viene un po' il magone...

Ci vediamo su haenG/journal

mercoledì 13 ottobre 2010

Stage on line - Sviluppo haenG donna - 01 RICERCA

SEGUI LO STAGE IN TEMPO REALE SU FACEBOOK

Quando si parla di donna, si parla di forme rotonde, addolcite. Bisogna fare i conti con le curve e - come nella realtà - cercare di non esagerare rischiando una brutta e catastrofica uscita di strada.

Il pantalone donna jeans&denim è il bustier del XXI secolo: bisogna stringere dove serve e lasciar andare dove si vuole che vada.

Già con l'uomo abbiamo affrontato il tema del lato B con il dovuto impegno ottenendo un pantalone che come ha detto qualcuno: "davanti è da uomo, di fianco è unisex e dietro è da donna... ".

Questo approccio ci ha permesso di realizzare un pantalone che indossato anche come boy firend fit non sì è comportato per niente male; adesso vogliamo fare un pantalone che sia talmente donna da far trasparire anche un lato maschile...

LIU JO. Per fare il fit "push up" bisogna per forza aggiungere delle pences ? Ottima domanda. la mia modellista dice di sì, è come per i riggiseni. In questo caso vorrei essere modellista anch'io per poterci provare a farne uno "pulito"...

Il push up secondo SPORTMAX CODE. Azz... sembra quasi un haenG con quei tagli un po' diagonali... ed anche in questo caso pences & pences...

Levi's. E' uscita questa cosa dei tre fit. Quali sono i risultati ? Problemi per tre ? Cosa pensa una donna quando si sente dare della Bold ? Bella idea quella del misurometro, ma funziona ???

lunedì 11 ottobre 2010

Stage on line - Si inizia.

Prendendo come spunto lo sviluppo della linea haenG donna iniziamo quindi anche a "raccontarvi come si fa" senza pretesa di mettersi in cattedra ma con la volontà sicura di trasmettere almeno le nozioni di base - cos'è un cartamodello, cos'è un tessuto cimosato, cosa vuol dire enzime wash etc. etc. - in modo che chi si è dato l'obbiettivo di fare questo mestiere può dare una occhiatina e pensare un po' al futuro...

Segui lo stage qui e su facebook

(courtesy pic from VINTAGE FASHION BLOG )

giovedì 7 ottobre 2010

New Recruiting Campaign >> Ranger




mercoledì 6 ottobre 2010

New Recruiting Campaign >> Ranger


martedì 5 ottobre 2010

New Recruiting Campaign >> Ranger

lunedì 20 settembre 2010

Join Us > diventa web-sellers di haenG

Grazie alla particolarità del nostro prodotto, offriamo a tutti i navigatori del web la possibilità di entrare in squadra. Nessun deposito, niente campionari, corsi o viaggi.
Tutte le info qui , mentre per recarti direttamente all' ufficio reclutamento segui la freccia >>---->

mercoledì 15 settembre 2010

hanGing haenG

Dunque, dunque... lezione di "aggancio"... perchè quando metterete le mani sul vostro haenG vi potrà anche, che diavolo, capitare un giorno di doverlo lavare ( non sto scherzando ) senza tuffarvi nelle rapide di un fiume.
Ecco quindi, per quei coraggiosi a sangue freddo, le istruzioni per togliere il gancio.

L'istinto mi costringe però a proporvi le istruzioni solo per l'inserimento; se proprio volete levarlo dovete fare il contrario di ciò che vi dico io...


o

lunedì 6 settembre 2010

woman in progress - sensazioni

Che denim indossa questa ragazza ? Provate a chiudere gli occhi e immaginate, ciò che vedretè è haenG.

venerdì 3 settembre 2010

Lavora con haenG > Recruiting in progress

Il webseller è una nuova figura professionale creata per interpretare anche nella fase di commercializzazione i principi di un prodotto no logo. Per la prima volta il margine economico viene condiviso con chi contribuisce alla diffusione dell’informazione relativa al prodotto, promuove il passaparola e ne favorisce quindi la commercializzazione. Un codice identificativo determinerà uno sconto al cliente e retribuirà con una percentuale economica il webseller. Non sono richiesti depositi, corsi o campionari.

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Webseller is an all-new professional figure created by HaenG taem to transmit also in the marketing phase the no-logo product principles. For the first time the mark-up is share with who contribute to the circulation of informations about the product, promote the buzz and favour so the marketing. AN ID Code will determine a discount to the clients and they will remunerate with an economic percentage the webseller. Deposits samples or courses are not demanded.


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